Una volta nel corridoio, la fiamma della candela comincio a tremare anch'essa di paura. Tutto buio, la nuda pietra che mandava sinistra bagliori, riflesso del moccolo che il piccolo Nicola stringeva tra le mani. Il silenzio era incrinato, di tanto in tanto, dallo squittìo di qualche animale e dalle urla dei rinchiusi nelle segrete. NIcola sapeva che poteva subire la stessa fine di quelle anime dannate. La maggior parte erano Testimoni di Geova; la casa di Nicola, infatti, era l'unica che invece di tener sbarrate le porte, le apriva. E la perdizione per i poveri malcapitati predicatori, era totale... LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH'ENTRATE recitava la scritta sul citofono (non c'era il cognome, ma solo la simpatica frase)... le scritte sono lì per un motivo, mica così per imbrattare. Oltre i Testimoni, vagavano senza meta e senza speranza di riuscir più a veder il sole, due fruttivendoli che avevano portato frutta a domicilio (che errore), un passante che aveva chiesto dove fosse Via Roma, un amichetto di Nicola (a cui nel frattempo era spuntata la barba e che si dilettava onanisticamente parlando) che tanto tempo addietro era venuto a studiare, il Minotauro, svariati piazzisti, un assessore all'igiene che era venuto per vedere se fosse tutto in regola, il figlio di Dracula, la truope che avrebbe dovuto girare Le Vertià Nascoste2, dei bambini che erano venuti a recuperare un pallone, qualche gerarca nazista scampato a Norimberga e qualche altro essere di cui le origini sono tutt'ora sconosciute.
Il piccolo Nicola aveva intravisto qualcuno di questi derelitti, ma mai aveva avuto il coraggio di avvicinarsi (i fruttivendoli in particolare erano parecchio incazzosi)... ma la cerca perigliosa del bagno forse l'avrebbe portato a qualche brutto incontro. Era in programma, comunque...
Allora, 'sta storia ve piace? guardate che continua... se volete...




